Riccardo Bergamini incanta Lucca: il Panathlon celebra l’alpinista che sfida gli ottomila e i limiti della mente

LUCCA, 17 febbraio 2026 – L’Auditorium di San Micheletto gremito ha accolto ieri sera (16 febbraio) Riccardo Bergamini, l’alpinista lucchese che ha portato il nome della città e il tricolore sulle vette più impervie del pianeta. L’evento, organizzato dal Panathlon Club di Lucca, non è stato solo il racconto di imprese estreme, ma una profonda lezione di vita sui valori della determinazione, dell’umiltà e del sacrificio.

L’incontro ha visto la partecipazione di un’ampia platea e di importanti autorità cittadine, a testimonianza del legame profondo tra l’atleta e il territorio.

Hanno fatto i complimenti a Bergamini per le sue imprese e hanno ringraziato il Panathlon per l’organizzazione dell’evento, tra gli altri, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca Massimo Marsili, il presidente della Provincia di Lucca Marcello Pierucci, l’assessore al Bilancio del Comune di Lucca Moreno Bruni, la presidente del Lions Club Lucca Host Cinzia Cecchini. 

“Questa iniziativa – ha spiegato il presidente del Panathlon Club di Lucca Lucio Nobile – ci consente di promuove i valori etici dello sport attraverso una testimonianza di eccellenza. Incontrare Bergamini significa condividere con la comunità una visione dell’agonismo fatta di cultura e impegno personale.”

Lucchese doc, classe 1976, Bergamini è un’autentica leggenda dell’alpinismo contemporaneo: primo toscano a superare gli 8.000 metri senza ossigeno supplementare (sul Cho Oyu, 8201 metri) e reduce dalla mitica spedizione del 2025 nel Karakorum, dove ha conquistato una vetta inviolata di oltre 6000 metri, ribattezzandola ufficialmente “Cima Italia”.

Durante la serata, intervistato dal giornalista Sirio Del Grande, Bergamini ha svelato il “dietro le quinte” delle sue spedizioni in Himalaya, Alaska e Kirghizistan, sottolineando come la preparazione atletica, pur fondamentale, non sia tutto: “Per queste imprese – ha ribadito – il 70% della riuscita è nella testa. Arriva un momento in cui il corpo ti dice di scendere, ed è lì che subentra la forza di volontà. Ci si nasce con una certa predisposizione, ma la capacità di soffrire e il desiderio di farcela si allenano ogni giorno.”

Un passaggio chiave ha riguardato il concetto di “sana paura” e il coraggio della rinuncia: Bergamini ha ribadito l’importanza di saper tornare indietro anche a pochi metri dalla vetta se le condizioni lo richiedono, poiché la vera vittoria risiede nel rispetto della montagna e della propria vita.

Bergamini, spesso impegnato nelle scuole, ha rivolto un pensiero alle nuove generazioni: “Ai ragazzi dico che per vincere bisogna saper perdere. Bisogna essere curiosi, non porsi limiti e accettare i propri difetti per migliorarsi. Se si cade, bisogna essere pronti a rialzarsi.”

Questi temi sono esplorati anche nel libro “Oltre la vetta – Come cercare il potenziale invisibile”, scritto da Bergamini insieme a Simona Berti, un’opera che trascende il racconto alpinistico per diventare una guida alla scoperta delle risorse nascoste di ogni essere umano in tutti gli ambiti della vita.

Oltre che dal Panathlon, Riccardo Bergamini è stato premiato anche dalla Lucchese calcio, rappresentata da Massimo Morgia, che ha donato all’alpinista lucchese una sciarpa rossonera.

Dopo l’incontro in San Micheletto si è svolta la conviviale del Panathlon Club di Lucca al ristorante “Gli Orti” di via Elisa.